sabato, 15 dicembre 2007, ore 20:00

…non invano l’assenza ha rinnovato il motivo di presenza…

 

A Voi che avete accompagnato il pensiero mio da prima del silenzio, rinnovo il tacito accordo, da qui seguendo l’invito amico decido di divulgare come sberleffo il mio ultimo Padrone.

D’Amore vicino alla mia generazione da alcuni definita “senza” non posso celare l’esistenza di un pari esemplare dalla diversa natura.

Io, abbagliato frastornato rapito dal suo non intendere e significare ciò di cui troppi ciarlano, perché unica attività appresa dalle imposture accademico meritocratiche, m’inchino a Lui percependone la rivoluzionaria natura.  

Così, a seconda e fidando nel desio vostro di seguire la percorsa esistenza dell’esemplare che m’accingo a presentare, lo libererò rendendo letteraria la sua gigantesca invisibile presenza tra noi, di post in post svelerò a noi la sua storia priva dei nostri cari “senza” ma colma di quel suo “vitale vuoto” da noi disprezzato perché inetti e forse non del tutto innocenti.

A VOI:

IL NULLA MIGLIORE

RicciGiuseppe
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lunedì, 17 dicembre 2007, ore 15:52

La gioventù è spiacevole; perché in essa

non è possibile o non è ragionevole

essere produttivi in un qualsiasi senso.

                              

Friedrich Nietzsche

RicciGiuseppe
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lunedì, 17 dicembre 2007, ore 16:04

Presentarmi con il mio nome di battesimo? Oltre ad essere certo sia un dettaglio di nessuna rilevanza, sarebbe incauto rivelarlo.

Siamo nel maggio duemilasette, dopo qualche mese di tentennamenti ho deciso di stendere, (forse più per me stesso), una sorta di diario minimo dei fatti che mi hanno accompagnato all’oggi. Non avendo mai pensato “me stesso” come in questo periodo temo di non riuscire a rivivere le emozioni e sentimenti provati negli anni ma ho tanti ricordi, tanti sfocati altrettanti brillanti. Desidero un quadro da contemplare, cerco qualcosa di tralasciato. Mi sorprendo in questi istanti, in grado di trascrivere pensieri come ai tempi del ginnasio, quasi venti anni fa. Non ho quasi nulla da fare, le parole mi escono e credo che farò l’alba qui sopra. Solo un fastidioso pensiero accompagna la miriade di ricordi che sto per rigettare, è un tarlo andato ingigantendosi nell’ultimo anno, riguarda lo straparlare paternalistico dei media sulle condizioni economiche cosiddette precarie di coloro che apparterrebbero alla mia generazione. Spero di liberarmene.

Sono emozionato, forse impaurito, ma basta intimismi…   

RicciGiuseppe
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